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Open/Close Menu Un progetto dell'Avvocato Nicola Barsotti

Se in famiglia hai un parente che, a causa di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, è IMPOSSIBILITATO ANCHE TEMPORANEAMENTE A PROVVEDERE AI PROPRI INTERESSI, puoi risolvere il problema facendogli da amministratore di sostegno o facendone nominare uno.

Pensa a un genitore anziano o malato che non può più andare in banca, o alle poste a riscuotere la pensione, o semplicemente ha difficoltà ad andare a fare la spesa o a pagare le bollette, oppure ha beni immobili da gestire e non ci riesce più.

Ma lo stesso vale per un familiare disabile, alcolista o tossicodipendente, malato, detenuto e, in genere, non in grado di gestire se stesso e i propri interessi economici.

Insomma, per una persona in difficoltà può essere utile che chi gli è vicino sia autorizzato ad aiutarlo e rappresentarlo nelle principali scelte personali ed economiche.

COME SI RICHIEDE LA NOMINA DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E CHI PUO’ FARLA? 

Per richiedere l’amministrazione di sostegno si deve presentare una domanda al TRIBUNALE del luogo in cui ha residenza o domicilio la persona che ha bisogno.

La richiesta può essere fatta:

  • dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato
  • dal coniuge
  • dalla persona stabilmente convivente
  • dai parenti entro il quarto grado
  • dagli affini entro il secondo grado
  • dal tutore o curatore
  • dal pubblico ministero d’ufficio o previa notizia dei servizi sanitari o sociali

La domanda verrà quindi esaminata dal GIUDICE TUTELARE nel corso di una apposita udienza in camera di consiglio nella quale, innanzitutto, il Giudice valuterà le condizioni psico-fisiche del soggetto. Qualora il Giudice lo ritenesse necessario potrà anche disporre una perizia per accertare tali condizioni.

CHI PUO’ FARE L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO?

Uno dei casi più frequenti in cui si rende necessario chiedere la nomina di un amministratore di sostegno è quello in cui i familiari del soggetto invalido non sono d’accordo nella gestione dei suoi interessi. Ad esempio, uno dei figli del genitore anziano gestisce i soldi del predetto in modo dissennato e gli altri non sono d’accordo.

La scelta dell’amministratore di sostegno da parte del Giudice Tutelare avverrà quindi in primo luogo e se possibile ASSECONDANDO LE RICHIESTE DEL BENEFICIARIO, ove quest’ultimo sia d’accordo per la nomina di un amministratore di sostegno e sia in grado di individuarne uno.

Diversamente, nella scelta della persona da nominare amministratore di sostegno, IL GIUDICE PREFERIRÀ NELL’ORDINE:

  • il coniuge che non sia separato legalmente
  • la persona stabilmente convivente
  • il padre, la madre
  • il figlio
  • il fratello o la sorella
  • il parente entro il quarto grado
  • il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Nel caso in cui vi sia o possa esservi CONFLITTO DI INTERESSI o vi siano divergenze tra i familiari, il Giudice nominerà un soggetto di propria fiducia, normalmente un avvocato iscritto nelle liste degli amministratori di sostegno tenute dai Tribunali. Nel caso di nomina di un avvocato, a quest’ultimo spetterà una indennità.

COSA PUO’ FARE L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO? 

Quando il Giudice Tutelare ha ritenuto che il soggetto necessiti della nomina di un amministratore e ha individuato la persona idonea a fare da amministratore di sostegno, emette un provvedimento detto DECRETO di nomina dell’amministratore di sostegno.

Nel decreto è contenuto un ELENCO:

degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;

degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno;

dei limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;

della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

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