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Studio legale Barsotti lucca

Chi soffre di problemi fisici o psichici, tali da non consentirgli di muoversi autonomamente o di badare a sé stessi per le normali esigenze quotidiane, ha diritto ad una indennità di accompagnamento da parte dell’Inps, ossia ad una somma che per il 2019 è pari a 517,84 euro al mese, a prescindere dal reddito del richiedente.
L’accompagnamento non viene erogato se l’invalidità deriva da infortuni sul lavoro o malattie professionali, poiché in tal caso non provvede l’Inps ma normalmente l’Inail, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole da parte del beneficiario.
Per ottenere l’indennità è necessario in primo luogo recarsi dal proprio medico di base per farsi rilasciare un apposito certificato, con il quale si potrà poi presentare online la domanda all’Inps.
Seguirà la convocazione da parte dell’Inps per una visita medica di accertamento presso le sedi competenti o, in caso di impossibilità per l’interessato di muoversi, presso il domicilio di quest’ultimo.
Dopo la visita l’Inps comunicherà al richiedente se la domanda è stata accettata o meno.
Vediamo cosa fare se l’Inps rifiuta la richiesta di accompagnamento.
Noi consigliamo innanzitutto di far visitare l’interessato da un proprio consulente medico-legale che, oltre a visionare tutta la documentazione medica, sottopone l’interessato ad una visita per valutare al meglio le sue problematiche, normalmente sentendo anche le persone che vi convivono. La consulenza medica è fondamentale per l’avvocato, perché consente a quest’ultimo di comprendere se l’Inps ha agito correttamente o se, comunque, ci sono spazi per impugnare la decisione dell’Inps.
Una volta avuto il parere del consulente, entro il termine di sei mesi dal rigetto della domanda da parte dell’Inps si dovrà richiedere al Tribunale del Lavoro, tramite l’avvocato, un Accertamento Tecnico Preventivo, ossia la nomina di un medico-legale d’ufficio (cosìdetto C. T. U.) che dovrà valutare le condizioni psico-fisiche dell’interessato in modo imparziale, affinchè il Giudice possa decidere se il soggetto abbia o meno diritto all’accompagnamento. E’ utile segnalare che, durante l’espletamento della perizia da parte del medico incaricato dal Giudice, sia l’interessato che l’Inps potranno nominare propri consulenti di parte per rappresentare le proprie ragioni.
All’esito della perizia disposta dal Tribunale le alternative ovviamente sono due: o il consulente del Giudice da ragione all’interessato o da ragione all’Inps. A questo punto la parte che non condivide la decisione del consulente incaricato dal Giudice, entro stretti termini di legge, potrà iniziare una vera e propria causa di merito. Qualora invece nessuna delle parti inizi una causa, il Tribunale ratificherà la decisione del consulente.
Lo Studio Legale degli avvocati Barsotti – Mancini – Martinelli & avvocaticollegati è a disposizione per valutare il vostro caso, mettendo a disposizione anche la professionalità ed esperienza di consulenti medico-legali di nostra fiducia, sia a Lucca che in tutta Italia.

CategoryDiritto Civile
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